leggibilità:

Bianco Su Nero
o
Nero Su Bianco

27.12.09

I DISCHI DEL 2009

Un anno di musica che chiude il decennio.
I più ricorrenti nel lettore, dopo spietate esclusioni:


50)
Local Natives - Local Natives
La gioia di questo folk-pop trasparente e leggero, secondo il dogma neoritmico e molto vocale che tanto va. E poi c'è Airplanes. Certo, l'ennesimo gruppo che coverizza i Talking Heads andrebbe fucilato senza appello, ma se la prescelta è un'inconsueta Warning sign e rifatta alla loro maniera ti vengono i brividi in pieno ascolto qui qualcosa sta accadendo. Ma forse è solo la sacrosanta voglia di rimettere More songs about buildings and food nel lettore.

49) La superbe - Benjamin Biolay
Un doppio album gainsbourghiano che alla fine ti stufa anche un po' e che non è il capolavoro che si è detto, ma di cui ti si conficcano dentro svariati pezzi.

48) Warehouse sessions – Claro intelecto
L'astratto elettronico che piace a me. Claro?

47) Actor - St Vincent
Un significativo distillato dell'arte di questa giovincella.

46) Hymn & Her - Earlimart
La delicatezza del pop.

45) Beast Rest Forth Mouth - Bear in heaven
Il corpo. La mente.

44) The Pains of being pure at heart - The pains of being pure at heart
Gli anni 80 vivono.

43) Conditions - Temper Trap
Sembra più di quel che è, diciamolo: si sgonfia in fretta. Però un po' di tempo ce lo ha fatto passare piacevolmente.

42) The XX -The XX
Pompatissimi, mettono a segno un album di indie elettronica onestissimo con il bonus del brano dell'anno.

41) Flashmob - Vitalic
Che trashone insuperabile.

40) Phrazes for the youngs - Julian Casablancas
Ci si aspettava un pizzico di più dall'esordio solista del buon Julian. Ma questo disco ha il merito di farlo muovere in un terreno anti-Strokes nel quale fiorisce a novella fatuità. Love him.

39) To lose my life - White lies
Li preferisco a tante acclamate band neo-dark o pseudo tali. Tipo gli Editors, tanto per fare un nome.

38) Declaration of dependence - Kings of convenience
Non che se ne sentisse la necessità, ma loro sono sempre così garbati.

37) Ovations - Piano Magic
Discreto ritorno dopo la mezza delusione del precedente. E con una traccia con sapor mediorientale che non t'aspetti.

36) Logos - Atlas sound
Arrivati a questo incrocio è consigliabile perdersi.

35) Flick the VS - King Creosote
Che bravo che è. E poi c'è quel pezzo troppo bello.

34) The bachelor – Patrick Wolf
Prove generali di capolavoro. Ci sta provando in ogni modo a fare Il Disco e nunglielafà ancora, che se metti insieme il meglio della sua produzione ne fai un'ottima compilation. Ma lui c'è, tra poco anche L'Album ne accompagnerà l'esistenza.

33) Begone dull care - Junior Boys
Meno immediato del precedente e forse è un bene, che certa roba elegante se è pure facile la indossi una volta e poi la butti via.

32) EP - Hot chip, Robert Wyatt and Geese
Che certe alchimie non te le aspetti. E ne godi.

31) Intuit- Ramona Falls
Debutto di Knopf dei Menomena. Cocktail vario e compless(at)o.

30) Red - Datarock
Irresistibili mattacchioni che citano tutto nelle note e nelle parole. L'omaggio a Molly Ringwald è la punta di diamante.

29) Wilco (the album) - Wilco
Mi sento un po' in dovere, confesso.

28) The invisible - The invisible
Che è bello. E non dite che somigliano ai Tv on the radio che lo hanno detto TUTTI ed è frase niente niente originale in qualunque consesso la spendiate.

27) Let’s change the world… - Prefab Sprout
E' il passato che canta. Alla lettera. Molto, molto rispetto.

26) Ciao - Tiga
Tiga ti frega.

25) Moi et mon camion – Merz
Dolceamara France. Spleen a chili.

24) The Duckworth Lewis Method - The Duckworth Lewis Method
I divertimenti old fashion di Lord Neil Hannon e Sir Thomas Walsh. Dovremmo tutti perdere il nostro tempo così.

23) Noble beast – Andrew Bird
AB mi fa sempre oscillare, ma quest'album ha delle perle talmente indiscutibili che.

22) The spinning top - Graham Coxon
Il miglior album di Coxon, un condensato di brit pop che mette un sacco di cose a posto.

21) Between my head & the sky - Yoko Ono
La strega colpisce ancora: la campanella suona e le allieve tornano tutte in classe.

20) The sleeper - The leisure society
Il disco per il quale Brian Eno si è scomodato dicendo che è l'unica cosa che ha ascoltato con entusiasmo negli ultimi tempi, chiosando con un: such a beautiful album. Poi ha invitato il gruppo nel suo studio. Basta ascoltarlo questo The sleeper per capire perché l'Obliquo si è sdilinquito, si prenda Save it... sembra una di quelle perle melodiche che può concepire Lui (tipo How many worlds). Quando è Maometto ad andare alla montagna e non la montagna (di soldi) ad andare da Maometto (non succedeva dai tempi dei Books, altro gruppo per il quale Lui Ha Detto) c'è da spalancare le orecchie.

19) The Satanic Satanist - Portugal The Man
Magia colorata e annisessantità a palla. Adorabile.

18) Wolfang Amadeus Phoenix - Phoenix
I Phoenix non sono più solo musici sbarazzini.

17) IMR - Charlotte Gainsbourg
Dopo il cast all stars di 5:55 (Cocker-Hannon-Air-Godrich) CB ci riprova. Beck (il cui papà arrangiava gli archi del precedente), che campionava Gainsbourg (père) in Paper tiger, adesso si mette al servizio della figliola per un bouquet di note fiorite che le si attaglia benissimo, pieno di bellissime canzoni che lei canta come sa, cioè con la sua voce, che è la voce di Charlotte Gainsbourg che sussurra flebile flebile che neanche la mamma. Più che un disco, una Situazione Karmica.

16) Yesterday and Today – The Field
Certo il precedente era di ipnosi inarrivabile, ma anche questo non scherza. E poi c'è una anti-cover di Everybody's Got To Learn Sometime (con strategica omissione del ritornello) da manuale.

15) Love 2 - Air
Oramai non ci badiamo neanche più a quello che pensiamo. La sanno più lunga loro.

14) Vertical ascent - Moritz Von Oswald & Trio
Ecco a cosa si arriva frequentando per anni e anni le dancefloor di tutto il mondo. A un distillato sublime che si divide in 4 pattern di fascino zen.

13) N.A.L.T. 1 & 2 - Les Fauves
Sì, potete dire che non c'è un disco italiano. Ce ne sono due.

12) Fever Ray - Fever Ray
Chiamalo Fever Ray, chiamalo metà The Knife, chiamalo progetto solista di Karin Dreijer Andersson, chiamalo come vuoi, basta che lo fai suonare.

11) The crying light – Antony & The Johnsons
Certi album si costruiscono il loro posto nel cuore, piano piano.

10) Time to die - The Dodos
Tre (due?) ragazzotti scandalosamente bravi con tanto pepe in corpo e The Big express degli XTC nella valigia.

9) Islands - Vapours
Dopo lo strabordante Arm's way che più che mai amai, l'ennesimo rimaneggiamento di formazione e un terzo disco di differente fascino.

8) No more stories .... - Mew
Ma nel ghiaccio batte un cuore. Alienato.

7) Heartbeat radio - Sondre Lerche
La radio del cuore dello scricciolo la lasciamo sempre accesa. Fa pum pum.

6) Dark night of the soul - Sparklehorse & Dangermouse
Il disco che non avremmo mai dovuto sentire. Con David Lynch, Julian Casablancas, Frank Black, Iggy Pop, Wayne Coyne, Jason Lyttle and many many others che non enumero ma che scoprirete entrando nella scura notte di cui sopra.

5) Truelove's gutter - Richard Hawley
Un disco fuori dai tempi di una voce fuori dal tempo.

4) Years of refusal – Morrissey
Dopo anni ed anni le cose non cambiano: Morrissey rimane la roccia inscalfibile, il baluardo contro il tempo e le mode che passano. Le fasi si alternano, la bipolarità impera, esaltazione e depressione, disperazione e sbruffonagine, ironia acida e lacrime inarrestabili, Morrissey continua a cantarle col suo yodel. E può farlo all’infinito per quanto ci riguarda: quando apre bocca non ce n’è per nessuno.
[Il presente vale anche per Swords, la raccolta ufficiale (alfine giunta, ma avevamo già provveduto artigianalmente) delle B sides di questi anni (che sono B sides solo perché sono B sides, non per altro)].

3) Veckatimest - Grizzly Bear
Quanto si era amato l’album dei Department of eagles l’anno scorso! E quest’anno ci arriva la perla del progetto maggiore di Dan Rossen. Un successo critico senza se e senza ma, bellissime canzoni che ci accompagneranno a lungo.

2) Bromst - Dan Deacon
Figlio illegittimo di Brian Eno (ma nessuno lo dice, chissà perché, ché l’evidenza sconcerta) Dan Deacon presenta una collezione di gioiellini syntetici conditi da quelle filastrocche che piacciono tanto al mago, quello che un tempo viveva nell'altro mondo verde. E Snookered è capolavoro che vale una carriera.


1) Two dancers – Wild beasts
Questo disco è arte e bellezza. Smesse le fanfare e gli sdilinquiti melodrammi del precedente Limbo, Panto (un signor album, con tutti gli eccessi dell’esordio) i WB diventano grandi in ogni senso possibile e a dircelo bastano le prime battute dell’iniziale, esaltante The Fun Powder Plot: l'incedere elegante delle percussioni, l'intreccio di chitarre di indicibile pulizia ci dicono a chiare lettere che i languidi barocchismi della pubertà si sono sublimati in un apparato equilibrato e maturo. Two dancers è allora un’infilata di perle, in cui ogni pezzo sbaraglia il precedente e dove i timbri a contrasto dei due cantanti trovano il loro punto aureo: il falsetto sfrenato di Hayden Thorpe acquista ombre e luci tutte nuove e si mescola alla grande con il registro rugginoso di Tom Fleming, la voce maschile dell’anno, che si prende il suo spazio e governa in modo magistrale l'epica di una title track-capolavoro (prima e seconda parte) con un'interpretazione che si scolpisce nella memoria. Ma, ripeto, è tutto l'album a dire la sua alla grande: dalla snoberie dandy della strofa glam del primo singolo Hooting & Howling alla fantasia trasformista di We still got the taste dancing on our tongues, in cui (tipo) i Roxy Music nel finale lasciano il testimone agli U2... Ma il gioco dei riferimenti (tanti) lascia il tempo che trova: che i nostri hanno le idee chiarissime sulla loro musica, su un pop eccelso, di altissimo stile, in cui musica e testi tutt'altro che concilianti si sposano in un tripudio di felicità ispirativa. C’è da pararsi gli occhi ché questo disco risplende, spalancare le orecchie ché questo disco (ri)suona, godere appieno ché Two Dancers è arte e bellezza. Un album enorme, che rimane tra le gioie più luccicanti di questo mio decennio in musica. Da tenersi stretto al cuore.

Ma c'erano anche Animal Collective, Califone, Here we go magic, Why? Dente, Fisherspooner, Metric, David Sylvian, Barzin, Fanfarlo, Jack Penate, Joakim, Fruits Bats, The Drums...

Una Hit Parade di sole tracks, improbabile, che risponde a vari intenti, nessuno chiaro
1) Crystalised - The XX
2) Snookered – Dan Deacon (il video con le note più creative della storia di You tube)
3) Fangela - Here we go magic
4) New Terrain - Mew
5) Let's go surfing - The Drums
6) Little girl - Sparkehorse & Dangermouse feat. J. Casablancas
7) People say - Portugal The Man
8) Longform - The Dodos
9) Airplanes – Local Natives
10) Female of the species - Space

But not for me:
- Hamburg - Arctic Monkey
Piattissimo. Il primo brano ci illude (e manco tanto)

- There is no enemy - Built to spill
Non vale un decimo di You in reverse

- Further complications - Jarvis Cocker
C'è solo da ringraziare che stia ancora lì a far dischi. Grazie

- Two suns - Bat for lashes
Le mie orecchie non capiscono queste disco, hai voglia a spiegarglielo

- Junior - Royksopp
Va bene la regressione, ma a tutto c'è un limite

Ma si fa a meno in scioltezza anche di Scott Matthew, Talibam, Zu e Lightning Bolt.

Gli altri
Pitchfork (50 album dell'anno)
Pitchfork (100 tracks dell'anno)
Metacritic (+ Amazon, Bilboard, Rolling Stones etc)
Rate your Music (i 1000 album del 2009 - PAY ATTENTION! Sconsigliato alle persone particolarmente impressionabili: l'elenco, proprio perché assurdamente lungo, mette in crisi qualunque intento classificatorio e pone, per il lettore sprovveduto, notevoli problemi d'identità, mettendo in seria crisi il suo rapporto con il mondo, non solo della musica -)
NME (50 album del 2009)
NME (50 tracks)
Guardian
Sentireascoltare

ciao Vic

Etichette:

scritto da LP @ 13:52  

Image Hosted by ImageShack.us


Image Hosted by ImageShack.us
Opera 9 - Your Web, Your choice
Creative Commons License

archivio