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15.1.08

Segni di vita: Werner Herzog e il Cinema - Torino

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Stefano Boni, Grazia Paganelli (programmazione MNC),Werner Herzog, traduttrice, Alberto Barbera (direttore MNC)


Questa mattina nella sala 3 del cinema Massimo di Torino è stata presentata alla stampa "Segni di Vita: Werner Herzog e il cinema", rassegna articolata dedicata a quell'uomo lì, insomma, uno che si ama: retrospettiva dei film, mostra, cine-concerto, laboratorio. In più un notevole tomo edito da MNC e Il Castoro, "Segni di Vita" di Grazia Paganelli: 300 pagine di intervista ed indagine comprensive di un amplissimo corredo fotografico all'interno del testo ed inoltre nella sezione Immagini di 100 pagine.

Image Hosted by ImageShack.usHerzog è colpevole di almeno due eventi disturbanti della mia breve esistenza. Il primo riguarda un film, Echos aus einem düsteren Reich, la sua chiusa, in particolare. Una scimmia fuma una sigaretta, chiusa in gabbia, Herzog ed il suo interlocutore Michael Goldsmith le stanno davanti ma il giornalista non riesce a tollerare la visione bestiale. Son cose che non si dimenticano.

Il secondo episodio è ancora meno rilevante per la storia dell'umanità ma è l'incontro al festival di Venezia del 2001. Mentre attraversavo la strada sentii la voce di un conoscente che mi chiamava, voltatomi mi trovai a 15cm da questo spilungone che attraversava la nuclearizzata landa del Lido. Presentava Invincible che io mi rifiutai di vedere ma la presenza fisica di Herzog che al tempo veneravo mi fece un certo effetto. Probabilmente questo adesso mi succederebbe con Patricia Arquette, però, ciò dice molto più sulla mia decadenza che non sulla grandezza di Herzog.

Oggi invece c'è stato l'incontro con la stampa, una delle solite cose, vero, ma danno sempre l'idea della dimensione dell'uomo che, nonostante debba subire questo genere di faccende con una certa frequenza, è stato di grande intrattenimento per più di un'ora. E se ha detto della sua ammirazione per il senso dello spazio di Del Piero e (Franco) Baresi è stato capace di rinchiudere il senso del suo fare cinema in ogni affermazione. La tensione costante all'organicità che parrebbe poi il senso di quella che chiama estasi della verità, la passione per la natura e la conservazione di memorie che se anche proprie di piccoli gruppi d'esseri umani sono degne di trasmettersi all'anima collettiva del genere. Il riassunto è mio e rende conto più di quello che penso io che altro, perdonate.
Doveva essere un post informativo. Mi riprendo subito.

Image Hosted by ImageShack.us Le proiezioni della retrospettiva si terranno a partire da domani sera per tutto gennaio e buona parte di febbraio al Cinema Massimo, i programmi dei due mesi sono reperibili qui, nel dettaglio, sono file .pdf per il mese di gennaio e per quello di febbraio. Chicche anteprime, overdose di splendore e dolore in abbondanza. In strepitosa abbondanza. Per dire: oltre all'ultimissimo Encounters at the end of the World -terza proiezione mondiale domani sera- anche Rescue Dawn con Christian Bale del 2006, mai visto in Italia.

A dire dello stesso Herzog, dovrebbe essere imperdibile il cine-concerto con musiche e proieizoni da White Diamond e The Wild Blue Yonder, giovedì 17 gennaio al Piccolo Regio, sempre a Torino: Requiem for a Dying planet (€7,50 tentatori).

Tanto per non farci mancare niente la mostra fotografica si tiene alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 16 gennaio al 10 febbraio (50 fotografie di scena, 23 fotografie di Lena Herzog dal set di Rescue Dawn, storyboard del finela di Grido di Pietra, 11 video-installazioni).

Sono noioso di mio ma magari qualcuno di voi si fa tentare da tutto questo.

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scritto da LG @ 15:55  

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