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12.6.06

Il bosco degli spiriti aperto a tutti

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My life in the bush of ghosts (1981) di Brian Eno e David Byrne è uno dei pochi album per i quali l'aggettivo "seminale" è speso a ragion veduta. Quanto la musica odierna debba a questo capolavoro (adorato, imitato, saccheggiato e mai superato) lo capisce chiunque, prendendolo tra le mani, abbia anche un lettore cd nel quale farlo girare (veniva pubblicato 25 anni fa, ascoltandolo sembra davvero incredibile). Non starò quindi a sezionarlo anche perché Sentireascoltare, la migliore rivista musicale italiana che la rete possa vantare, lo fa da par suo qui
Quello che volevo segnalare è che la splendida riedizione dell'album (con una nuova copertina, un libretto pieno di note e fotografie, sette tracce inedite) è accompagnata da un sito, tutto da visitare, nel quale è possibile vedere, tra l'altro, il video di Mea Culpa e scaricare gratuitamente, grazie alla licenza Creative Commons, due tracce dell'album (Help me somebody e My secret life) per remixarle a proprio piacimento (le tracce, ed è la prima volta al mondo che questo accade, possono essere liberamente manipolate, montate, massacrate, in qualsiasi modo e da chiunque decida di metterne in download le rispettive 24 piste): i remix creati dagli user del sito sono oggetto di due classifiche: quella dei visitatori e quella dei moderatori (tra i quali gli stessi Eno e Byrne). Un esempio antiproibizionista che suona come un monito per l'industria che ha assunto una posizione estrema contro lo scambio di musica online, posizione che i due musicisti hanno sempre aspramente criticato.
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scritto da LP @ 23:00  

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