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18.1.05

Maschere nude/Inseparabili

Update:

Radio 3 Suite trasmetterà sabato 12 febbraio alle ore 20 la registrazione effettuata in occasione delle rappresentazioni ferraresi.



Quanto si muta nella vita senza accorgersene? E quanto si resta fedeli a se stessi nella rappresentazione?
Il mistero di questi interrogativi contenuti nell’ARIADNE fa di essa qualcosa di spiritualmente così complesso da frustrarne gli esiti spettacolari, da lasciarci così, silenziosi e attoniti.

(Toni Servillo, Nel cerchio infinito del tempo. Note di regia, dal programma di sala)


Teatro e metateatro, miti greci e maschere della commedia dell’arte, precise parole e musica divina: ARIADNE AUF NAXOS è una delle opere più affascinanti mai composte, e la produzione proposta lo scorso weekend al Teatro Comunale di Ferrara (proveniente da Lisbona, dove ha debuttato nel 2003) è all’altezza di una partitura che fonde rigore formale e inesausta invenzione.

Assecondato dalle sobrie scene di Daniele Spisa (il Prologo si svolge fra la sala teatrale, parzialmente illuminata, e il proscenio, delimitato dalla mole minacciosa del sipario, che si solleva – senza sparire del tutto – svelando il deserto roccioso dell’Opera) e dai costumi eleganti e senza tempo di Ortensia De Francesco, Toni Servillo firma un allestimento vivace e sensibile, rispettoso del testo, per nulla pedante o vacuamente illustrativo. Più che sul contrasto fra tragedia e farsa, il regista si concentra sull’opposizione costanza/mutamento, senza cercare di risolverla (chi potrebbe riuscirci?), al contrario dimostrando l’inscindibilità dei due elementi. La rappresentazione e la vita si specchiano l’una nell’altra: mondi paralleli, separati da una distanza incolmabile, misteriosamente e reciprocamente attratti. L’incomunicabilità è evidente, come il desiderio (sempre frustrato) di superarla.

A capo dell’Orquestra Sinfónica Portuguesa (piena di buona volontà ma un po’ anemica), Zoltán Peskó assicura una concertazione di solida routine. La compagnia di canto è un sogno a occhi aperti e orecchie spalancate: il gioco di squadra è prodigioso, la recitazione impeccabile, il canto mediamente più che buono, con qualche pecca e alcune punte d’eccellenza. Ferdinand Seiler è forse il migliore dal punto di vista scenico, ma appare vagamente titubante, deludendo non poco nel finale della sua arietta; Luís Rodrigues è un Arlecchino da antologia; Jon Villars ha una voce torrenziale e, pur risultando a tratti sfocato, dà vita a un personaggio memorabile, eroico e tenero in eguale misura (e anche il cantante borioso del Prologo gli riesce bene). Ma sono le signore a dominare: le tre ninfe (Marta Kosztolanyi, Jordanka Milkova, Dora Rodrigues) sono deliziose; Elisabeth Meyer-Topsoe è una primadonna composta ma non imbambolata, capace di affrontare con slancio e sicurezza tecnica una parte diabolica nella sua apparente monotonia; il canto di Daniela Bruera è senza macchia alcuna e lo scoglio della sua aria (una delle pagine più ardue mai composte per la voce umana) è superato alla grande. La trionfatrice assoluta (per quanto mi riguarda) è Michelle Breedt: voce ampia, timbro vellutato, interpretazione minuziosa e infuocata.

Si replica venerdì 21 e domenica 23 al Teatro Comunale di Modena.

ARIADNE AUF NAXOS
Opera in un prologo e un atto di Hugo von Hofmannsthal
Musica di Richard Strauss

Un Maestro di musica – Rolf Haunstein
Il Compositore – Michelle Breedt
Il Tenore/Bacco – Jon Villars
Un Maestro di ballo – Ferdinand Seiler
Zerbinetta – Daniela Bruera
La Primadonna/Arianna – Elisabeth Meyer-Topsoe
Arlecchino – Luís Rodrigues
Naiade – Marta Kosztolanyi
Driade – Jordanka Milkova
Eco – Dora Rodrigues

Orquestra Sinfónica Portuguesa
Direttore Zoltán Peskó

Regia Toni Servillo
Scene Daniele Spisa
Costumi Ortensia De Francesco
Disegno luci Pasquale Mari

Teatro Comunale di Ferrara
Domenica 16 gennaio 2005, ore 16

scritto da SS @ 22:00  

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