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28.3.04

La sezione Film Tv è stata aggiornata, trovate qui alcuni film recensiti dalla redazione de Gli Spietati per la settimana dal 28/3 al 03/4.
Puntuali e "legalizzati".

scritto da L'amministratore @ 11:48  

Mrs Tiresia

Post fulmineo, che è davvero tardi: avrei scritto di MIDDLESEX, un romanzo ibrido come il suo protagonista, con le arditezze dell’ultima onda e la solidità di scrittura di un classico. Avrei scritto volentieri di Eugenides, degli anni che ha impiegato per partorire la ponderosa opera seconda dopo il celebrato esordio (LE VERGINI SUICIDE, un debutto che taglia le gambe e fa tremare i polpastrelli), avrei parlato dell’ermafroditismo come metafora della diversità ad ogni livello, di una storia che odora a tratti di saga marqueziana e che percorre un secolo, da Smirne a Detroit, di un romanzo in cerca di un’identità come la sua figura centrale, Cal\Callie, che crede che la realtà sia solo un sogno condiviso, un libro che nonostante il premio Pulitzer e l'entusiasmo del fascettaro di turno (Jonathan Franzen) è bello sul serio, proprio da leggere. Ne avrei scritto se stasera non mi fossi imbattuto in TIRESIA di Bonello, un film che in Italia non arriverà (all’ultimo festival di Cannes è stato fatto a pezzi, figuriamoci). Anche lì una figura scissa (interpretata da un’attrice e da un attore), un trans brasiliano, anche lì un mito (quello dell’oracolo Tiresia, prima uomo, poi donna, poi di nuovo uomo e che per aver affermato che il piacere sessuale femminile è di molto superiore a quello maschile fu accecato da Era e consolato da Zeus col dono della preveggenza) trasportato in epoca contemporanea, anche lì un’opera programmaticamente indecisa ma forte di una forza a tratti intollerabile: Tiresia con i propri occhi non riesce a guardare alla sua vita e una volta cieco vedrà benissimo dentro se stesso e gli altri; un semidio che conosce bene il suo destino come l'oracolo Bonello che, facendo spallucce sul triste fato del regista bollato con il marchio della presunzione, gira un cinema scarno e quasi bressoniano, ha i lampi brucianti di un Dumont, le elusioni, i silenzi, una visione feroce e disturbata che sono tutti suoi.
Il cinema francese azzarda, il cinema francese sa rischiare e se inciampa è perché tenta un salto; il cinema francese ha coraggio da vendere. Il cinema francese non si piange addosso. Vabbé, è tardi sul serio . . .


scritto da LP @ 03:51  

22.3.04

Recitar cantando (2)/Albert Schagidullin

In questo post mi occuperò di un cantante russo che è una certezza della scena lirica contemporanea. Ho assistito a due performance del baritono Albert Schagidullin e in entrambi i casi ho sfiorato l'essenza del teatro musicale. Nella folgorante PIKOVAJA DAMA diretta da Vladimir Jurowski e messa in scena da Richard Jones (Bologna, febbraio 2002) Schagidullin aveva il ruolo del principe Yeletsky, innamorato della giovane Liza, che gli preferisce un ufficiale schiavo del gioco d'azzardo. La grande romanza del secondo atto è lo sfogo di un amante infelice. Il timbro estremamente morbido, il volume torrenziale e perfettamente controllato, l'accento di appassionata, disarmante semplicità hanno prodotto un piccolo miracolo. Per qualche minuto ho creduto di capire il russo, ho sentito di essere in grado di comprendere frasi di una lingua di cui non conosco neppure l'alfabeto: la recitazione per musica, la profonda, indissolubile fusione di canto ed espressione scenica, arriva al cuore e alla mente senza passare per il dizionario. Non amo applaudire a scena aperta, ma in quel caso avevo bisogno di una pausa per riprendere contatto con la realtà. L'emozione si è ripetuta l'anno successivo, durante l'esecuzione in forma di concerto di IOLANTA (ancora sotto la bacchetta di Jurowski), in cui Schagidullin ha cesellato la parte (secondaria e nondimeno impervia, a causa di una scrittura che richiede forza e agilità in eguale misura) del duca Robert. Vorrei rassicurare i lettori (quelli che saranno giunti fin qui, almeno): il buon Albert non canta solo Chaikovsky. Il suo repertorio comprende - fra gli altri - Haydn (L'ANIMA DEL FILOSOFO OSSIA ORFEO ED EURIDICE), Bellini (IL PIRATA), Verdi (DON CARLOS, SIMON BOCCANEGRA), Mussorgsky (BORIS GODUNOV diretto da Claudio Abbado, in teatro - regia di Tarkovsky - e in disco) e Stravinsky (LE ROSSIGNOL); da segnalare, inoltre, la prima assoluta di TROIS SOEURS di Eötvös (la foto che vedete lo mostra nei panni di Andrej in questa reinvenzione musicale del dramma di Cechov).

scritto da SS @ 10:32  

21.3.04

La sezione Film Tv è stata aggiornata, trovate qui alcuni film recensiti dalla redazione de Gli Spietati per la settimana dal 21/3 al 27/3.
NB: il signore degli anelli - La Compagnia dell'Anello verrà trasmesso da canale 5 nella extended version con alcune sequenze in più rispetto alla versione distribuita in sala.
Enjoy

scritto da L'amministratore @ 12:46  

17.3.04

E-mail

Caro Di Nicola
ho letto quello che hai scritto a proposito del mio "Segui Le Ombre" e volevo ringraziarti. Mi piace il modo in cui hai analizzato luci e ombre del film con franchezza e precisione. Su molte cose sono d'accordo e se ti capitasse di rivedere il film ti accorgeresti che qualche volta alle critiche si può anche dare ascolto. Parafrasando la chiusura della tua recensione: magari fosse così tanta critica italiana.

Lucio Gaudino


(più che autocelebrativo, vuole essere una nota di merito anche per la mente suprema del sito, senza la quale le mie recensioni resterebbero vaghe ideuzze. Alla prossima)

scritto da EdN @ 16:04  

15.3.04

Quel che è non è proibito è obbligatorio, ovvero dell'ottimismo



Care Mo e Thor,
siamo in Marocco da due giorni, mi pare, e voglio ficcarvi questa idea in testa fin da ora: non sai niente di un posto finché non ci vai. Niente. Niente di niente di niente. Non sai proprio niente di un’altra persona o di un altro posto. Niente di niente di niente. Sapendo questo - cioè che non sai niente se non quello che vedi con i tuoi occhi – le cose si complicano. La gente non vuole le cose complicate, per questo tira a indovinare.

Qualcuno vi ha detto: "Lascia stare, non vale la metà del primo" e voi non lo avete
ascoltato. Vi siete accorti che, come l’altra volta, anche la scrittura di Conoscerete la Nostra Velocità brucia dentro. Vi siete persi nel girovagare ossessivo del protagonista e, confuse le coordinate mentali, vi siete scordati subito che a parlare era un morto, anche se questo era dichiarato fin dall'incipit, fermato sulla rigida copertina di un romanzo fluviale. Avete conosciuto la velocità dell'amicizia di Will e Hand, lo scialacquio di una fortuna che è anche il dilapidarsi di un’esistenza che sfugge via, fissata a distanza dall’occhio vigile della morte. Avete toccato la tristezza che inzuppa le parole di un romanzo che pesa dannatamente nello zaino e nell'animo .. .. Troppo lungo? Troppo compiaciuto? Vi siete risposti che questo è Eggers, il cuore nelle pagine, uno scrittore a nudo: fanculo mugugni e scontenti, siete convinti che a una scrittura così non è lecito chiedere altro, né di più né di meno. Infine vi siete messi in attesa dell’opera terza , The Unforbidden Is Compulsory - Or, Optimism che si manifesta in rete, a pezzi e a bocconi, ovvero ad episodi, e che avete trovato qui


scritto da LP @ 00:17  

14.3.04

La sezione Film Tv è stata aggiornata, trovate qui alcuni film recensiti dalla redazione de Gli Spietati per la settimana dal 14/3 al 20/3.
Buona lettura.

scritto da L'amministratore @ 12:24  

13.3.04

Rai3 ore 1.15 fuori orario

La nottata "STORIE DI FOLLIA NELL'ETA' DEL CINEMA (II)" di fuoriorario di questa notte propone, probabilmente in apertura, il documentario di Fred Wiseman Titicut Follies, continuando nella più che meritoria impresa di rendere visibili i lavori di questo genio del cosiddetto "documentario". Per maggiori informazioni oltre al link su fuori orario consiglio anche i fondamentali riferimenti di Silenzioinsala e quindi SubterraneanCinema con la pagina dedicata al regista e quella del film. Sul metodo di F. Wiseman è poi interessante questo documento .pdf (versione html)
La nottata prevede pure la seconda parte dei filmati dei degenti dell'ospedale psichiatrico di Trieste, La Seconda Ombra di Silvano Agosti e quel film senza aggettivi che è Persona di I. Bergman.

Come spero che non sia troppo tardi per questo grido nel buio del sabato.

scritto da LG @ 20:13  

11.3.04

alcune considerazioni intorno alle immagini di una strage

guardando i telegiornali della sera non ho ritrovato nessuna delle immagini viste questa mattina nei collegamenti in diretta di tve internacional. adesso mostrano soltanto dei frammenti di quelle sequenze, gli stralci più sensazionali mescolati frettolosamente. ma le immagini del mattino, quelle delle telecamere appena arrivate sul posto erano una materia differente; erano realtà che svaniva per diventare immagine di telegiornale. il tempismo, la breve distanza temporale tra l’accaduto e l’immagine dell’accaduto le rendeva l’equivalente audiovisivo dell’odore di cordite dopo uno sparo. era il tentativo ingenuo (ancora umano, ancora nel tempo in cui qualcosa può succedere senza essere filmato) di registrare la presenza della morte, una specie di morte allo stato gassoso che scompare lentamente col passare dei minuti, mentre affiorano le macerie e sullo schermo rimangono le immagini dei cadaveri. la cosa inspiegabile è che quei segnali di morte captati dalle camere in diretta sembrano svanire dalle registrazioni riviste alcune ore dopo; li si riesce a riprodurre ma sono impossibili da trattenere. sono immagini che significano soltanto in funzione della contemporaneità con l’evento riprodotto, come se funzionassero da semplice protesi o cannocchiale, avvicinando per alcuni istanti il luogo dell’accaduto all’occhio di ognuno di noi. le registrazioni, estirpate al loro tempo, sembrano un contenitore vuoto. è la sostanziale modifica apportata alla trasmissione di notizie dai canali di news che funzionano ventiquattro ore al giorno, che traggono infinito vantaggio dall’essersi accostati al fluire del tempo reale. posseggono migliaia di telecamere i cui tempi scorrono paralleli ai tempi della vita, e con una combinazione di fortuna e tempismo succede che riescano a cogliere alcuni istanti del tempo della morte.

scritto da ST @ 20:03  

10.3.04

Ah, io non la smetto...

Nel mio ultimo intervento fiume su The Moab Story di Peter Greenaway, paventavo la possibilità che il ciclo di Tulse Luper non venisse concluso. Le ragioni che mi avevano portato a questa conclusione erano legate a voci accreditate di difficoltà produttive. L’insuccesso totale della pellicola del resto non è affare solo italiano, anzi da italiani possiamo dirci fortunati di aver avuto l’opportunità di vederla in sala. Se frequentaste, come io faccio, il newsgroup internazionale dedicato al regista, sapreste che la maggior parte dei suoi ammiratori (inglesi compresi) hanno avuto solo negli ultimi tempi l’opportunità di vedere il film grazie all’uscita del DVD spagnolo (di ottima qualità, come si perita di informarmi il caro Alberto (Zamb) Zambenedetti che in quel di New York poteva solo sognare, altrimenti, una visione del suddetto). Sul sito ufficiale ci si è lamentati della scarsa visibilità dell’opera (e SS ha modo di farci sapere che in Francia le cose non vanno meglio). Eppure l’Istituto Luce, poco intimidito dai magri incassi (anche se va precisato che le copie in circolazione erano pochine, che in certi casi la pellicola ha avuto un buon riscontro e che in alcune regioni il film non è affatto uscito), forte di sparsi nomi di richiamo (Ornella Muti, Anna Galiena, Isabella Rossellini etc) presto (non sappiamo ancora quando) distribuirà DA VAUX AL MARE, la seconda parte del progetto, di recente presentata come evento speciale al Festival di Berlino. Ma non finisce qui (del resto la seconda parte era dato acquisito): pare che le mie nere previsioni di un naufragio del progetto vadano archiviate. Eccovi di seguito l’ultimo mazzetto di novità: attraverso il sito si stanno arruolando giovani artisti che hanno voglia di mettere la loro creatività (per tutto quello che concerne questa iniziativa l’indirizzo è contest@tulselupernetwork.com) a servizio del progetto (contributi che verranno indirizzati verso i molteplici ambiti nei quali lo stesso si andrà sviluppando); dal 23 marzo le 92 valigie saranno esposte a Compton Verney (a settembre 2004 è ivi prevista l’apertura della 92a valigia). La terza parte di Tulse Luper (FROM SARK TO FINISH) verrà presentata, con tutta probabilità a Venezia in una performance che, attraverso l’uso del satellite, coinvolgerà anche altre città. Ma non è finita qui: è già pianificato il dopo Tulse Luper. Vedrebbe la luce un progetto da anni vagheggiato dal regista e mai realizzato: AUGSBERGENFELDT. Il terzo atto della trilogia barocca (gli altri due: PROSPERO’S BOOKS e THE BABY OF MACON) è ambientato nell’omonimo villaggio durante la Guerra dei Trent’Anni e ha come protagonista un anatomista che compie autopsie per rinvenire la locazione dell’anima (egli è ottimista abbastanza da pensare di trovarla, forse come parte del cervello o del cuore). Un film di produzione essenzialmente russa (il Ministro della Cultura del governo Putin ha dedicato la sua tesi PhD a IL CUOCO IL LADRO SUA MOGLIE E L’AMANTE) per il quale Greenaway avrebbe già cominciato la ricerca delle location. Il film sarà composto da 14 capitoli. Forse questa notizia è vera, forse no: sappiamo che AUGSBERGENFELDT è un progetto cullato anche da Tulse Luper e da questi ideato a Torino, durante la sua prigionia nella Mole Antonelliana. Non vengono peraltro meno i progetti paralleli (primo fra tutti quello previsto per le Olimpiadi di Atene) e, al di là di AUGSBERGENFELDT, si dà per certa la realizzazione di un altro pezzo storico della mitologica produzione scritta dell’artista, 55 MEN ON HORSEBACK , una commedia nera ambientata nel 700. Alla prossima (smentita).



TO BE CONTINUED

scritto da LP @ 01:06  

8.3.04

Recitar cantando (1)/Sara Mingardo

Comincia con questo post una rubrica che non vedrete l'ora di perdere: una galleria dei principali (a mio insindacabile e - come sempre - mutevole giudizio) interpreti lirici attualmente in attività. Protagonista della prima puntata è il contralto Sara Mingardo. Scoperta (dal sottoscritto) come Mrs. Quickly nel FALSTAFF ferrarese di Abbado, la cantante veneziana vanta tre pregi principali: un repertorio impressionante (da Monteverdi a Britten via Haendel, Vivaldi, Rossini, Berlioz e Verdi, per citare solo i principali), un timbro superbo (specialmente nel registro grave) e la capacità di recitare nel canto e non a discapito dello stesso. Dato che siamo nel blog de Gli Spietati, va detto che l'ampiezza della voce non è eccezionale. Ma come direbbe Renata Scotto: chissenefrega. Oltre alla suddetta Quickly [un capolavoro di sorniona malizia, decenni luce dai vocioni truculenti e dalle smorfie improbabili di certa tradizione (anti)verdiana] sono da ricordare le sue prove nei panni dei grandi loser del melodramma barocco, dall'Ottone de L'INCORONAZIONE DI POPPEA all'Andronico di TAMERLANO (con buona pace dei falsettisti ingolati); la straziante Cornelia del GIULIO CESARE haendeliano (regia di Ronconi) rimane un vertice indimenticabile.

scritto da SS @ 13:46  

7.3.04

Onde Elettrodomestiche (3) - lungo

Venerdì ore 20:50 e 21:50 circa, Italia1


Dopo la riproposizione degli episodi scelti dagli spettatori (?-!) torna CSI-Crime Scene Investigations con il primo episodio della terza serie ("La vendetta va servita fredda"). Piacevole conferma per chi ama la serie creata da Zuicker e prodotta da Jerry Bruckheimer, evidente "colpevole" quest'ultimo dell'impianto cromatico e dell'uso degli effetti digitali, punto di valore e forza dello spettacolo assieme alle spesso intricate e non decerebrate storie di Zuicker. Si conferma subito la netta superiorità al side show della medesima truppa produttiva, CSI: Miami, assai meno curato, da ogni punto lo si voglia guardare, visivo, narrativo, tecnico; presto si attende lo sbarco di CSI: New York, altro carro-armato messo in piedi per liberare la CBS dalla concorrenza di Law and Order (nelle sue varie vesti e versioni), in una rincorsa che porta le produzioni alla progressiva normalizzazione, all'ordinaria raccolta di episodi da piedipiatti con la lente d'ingrandimento.
L'originale CSI è però di tutt'altra pasta, scontata la formula (44 minuti, due storie, pochissime eccezioni in 43 episodi totali) gode di un ottimo cast, un buon livello di scrittura e, come dicevo, di un apparato visivo quasi innovativo. Su tutto il personaggio di nerd molto fico di Will Grissom affidato ad un ottimo William L. Petersen che con abile e sottile arte riesce ad evitare la caduta nel misticismo della sconfitta di fronte al mondo brutto-brutto su cui invece campa malamente il David Caruso a Miami.
Un solo episodio a serata nella nuova programmazione di Italia uno che pensa bene di accoppiare al noto la nuova serie Nip/tuck, preceduta da campagna pubblicitaria di sole due settimane ma, a dire il vero, assai più lunga se si considera l'inquietante promo autoreferenziale messo in atto dalla trasmissione "Bisturi" [torneremo sulla questione della FOXizzazione (e murdochizzazione) di Italia1 quanto prima].
Forse è precoce azzardare un'opinione dal primo episodio ma le ultime due settimane passate e vedere e rivedere la magnifica ed innovativa serie R.H.D. (stesso ideatore di Law and Order, produttore esecutivo Michael Mann) mi hanno costretto a considerare la semplice struttura della narrazione per episodi (che R.H.D. rivede e sradica): micro-trama iniziale - (interruzione pubblicitaria, non rispettata in Italia) - sigla - ripresa da elicottero sul setting geografico - conseguenze della trama iniziale sui personaggi.
Semplice ma è così, almeno ai giorni nostri e Nip/tuck non è eccezione: dopo una sigla piuttosto stylish (mi vergognerò domani del termine) tutto va come ci si aspetta, i due protagonisti, opposti per carattere, sono chirurghi plastici che fanno palate di soldi, tra rimorsi, ricordi fastidiosi, mogli infelici e modelle dalla chiappedimarmo (e silicone).
Certo una scelta di questo tipo permette di assicurare una certa modularità (le operazioni) e contemporaneamente promettere una certa evoluzione (i problemi famigliari, le mafie) ma l'episodio pilota (il cui titolo è "Pilot") non è un gran stuzzichino, i dialoghi sono risibili (tronfi e verbosi i commenti sulla società), l'uso del setting è qualunque, non fosse che qualcuno parla in spagnolo (ma pure a Los Angeles succede, che diamine) e forse troppo sfruttato (da Miami Vice a CSI: a proposito, i due protagonisti sembrano i colpevoli d'un episodio di quella serie). Se l'azzardo è tutto nel far vedere "operazioni chirurgiche" realistiche (ma, nota maschilista, non si vedrà mai un capezzolo femminile nonostante l'ampia quantità di protesi) ed un po’ di varia materia organica qualche dubbio è lecito, ma attendiamo le prossime puntate, speranzosi di qualcosa da mettere sotto i denti.

scritto da LG @ 21:49  

La sezione Film Tv è stata aggiornata, trovate qui alcuni film recensiti dalla redazione de Gli Spietati per la settimana dal 7/3 al 13/3.
Qualche suggerimento?

scritto da L'amministratore @ 12:48  

6.3.04

Ma dunque parliamone: Burton è un genio o un bluff?

A vous!

scritto da DB @ 12:53  

5.3.04

GLI SPIETATI torna da oggi pienamente operativo.

Nello spazio RECENSIONI trovate il contributo di NRM su AGATA E LA TEMPESTA di Silvio Soldini. Incrociando le dita, riteniamo di aver risolto i problemi che hanno impedito in questi giorni l'aggiornamento della rivista.

scritto da LP @ 11:25  

3.3.04

plin-plong
Comunicazione di servizio

Amabili lettori de "gli Spietati", sono incaricato di comunicare che il sito non potrà essere aggiornato per alcuni giorni. Nel caso aveste rimostranze, siete inviatati a farle presenti qui sotto.
Le più sentite scuse.

scritto da L'amministratore @ 19:19  

2.3.04

BARRY LEVINSON: maneggiare con cura

Or ora era ora mi sono accorto delle diffamazioni sul regista/autore nella sezione film-tv della settimana scorsa. Essendo masochista lancio la mia sfida e spezzo una lancia per lui. E' grande!:lavora con professionismo per hollywood (il migliore e rain man sono dei must della commozione divertita,ormai dei classici) per pagarsi delle opere del tutto personali e deliziose come A CENA CON GLI AMICI, TIN MEN, AVALON e LIBERTY HEIGHTS, opere molto personali e autobiografiche sulla natia Baltimora. senza dimenticare opere come GOOD MORNING VIETNAM, BUGSY e il fantastico (+ corrosivo di DA MORIRE e LA SECONDA GUERRA CIVILE AMERICANA messi insieme) SESSO E POTERE. ha fatto film inutili come PIRAMIDE DI PAURA,JIMMY HOLLYWOOD e RIVELAZIONI, ma persino il tanto maltrattato TOYS rivelava coraggio da vendere. E BANDITS non è affatto male. ipse dixit

scritto da NRM @ 15:41  

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