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7.12.04

CINEMA E LETTERATURA FILM FESTIVAL MAURO BOLOGNINI - Pistoia



Nei giorni 3, 4 e 5 dicembre si è tenuta la prima edizione del Festival Cinema e Letteratura organizzato dal Centro Mauro Bolognini, sorto da pochi anni su iniziativa della famiglia del regista de Il Bell’Antonio, cui la città toscana ha dato i natali. Vista l’assidua frequentazione di grandi classici letterari da parte dell’autore, il festival sorto in suo nome si pone come obiettivo il dar visibilità ad opere, della durata inferiore alla mezz’ora, tratte od ispirate a romanzi, poesie o pièces teatrali od incentrate su figure particolarmente significative del panorama letterario internazionale.
Tredici le opere selezionate, poche quelle notevoli e folto il numero di quelle medie/ mediocri /pessime:
L. CITY di Sandro Del Rosario
Suggestioni liriche emergono tra le ombre e le nebbie di una città creata ex nihilo.

Una tecnica realizzativa personalissima che unisce Chris Marker e Norman McLaren, “collagiando” fotocopie di fotografie che paiono tracce persistenti, ma dai contorni indeterminati, di una memoria labile, come se il tempo fosse riuscito a deteriorare quel momento eternizzato in un flash (8,5)
REVOLUCIÓN
di Miguel Rellàn
Surreale microstoria di un uomo ossessionato dallo spazio fisico della stanza entro la quale si muove, in relazione al proprio equilibrio interiore (7,5)
NAZCA di Vincenzo Fattorusso
Il ritrovamento di un manoscritto innesca un meccanismo di re-visioni del proprio sentire, filtrato attraverso la lente di un "altro da sé". Una riflessione al femminile sui limiti dell’immagine e sul valore non transcodificabile di un testo scritto (7,5)
ESSERE FELICI di Alessandro Brucini
Al di là dei limiti tecnici, questa singolare adattamento di una raccolta di Kafka si segnala per la raffinata messa in scena, per la capacità di svincolarsi dal ciarpame paratelevisivo facendosi portatore di uno sguardo puro e non contaminato.

Qualche leziosismo da primo della classe, ma il talento c’è (7,5)
GLORYBOX di Alessandro Aronadio
Interessante rilettura del mito euripideo di Alcesti, donna che decise di sacrificarsi al posto del marito Admeto. Peccato che la confezione eccessivamente patinata, e spesso vacua, soffochi l’indubbio talento visivo. Non basta far recitare in coreano per modernizzare ciò che è meta-storico (6)
CRÈME FATALE di Veronica Locatelli
Divertente musical di provincia nel quale alcuni personaggi ruotano intorno ad un bignè rancido. Prevedibile il finale, poco curato dal punto di vista delle inquadrature (6)
THE PLAY di Andrea Canepari e Ugo Bruschi
Scontato adattamento della pièce čecoviana, con poche idee di regia, spesso riciclate. Quanto a correttezza i registi centrano il bersaglio, ma la fedeltà spesso inaridisce (5)
NOT WAVING di Jane Rogoyska
Cinica e fittizia documentazione di un veder morire, cui nuoce la rapidità furbesca e la facilità generica (5)
KRIEG DEN STEINEN di Andreas Teuchert
Protagoniste di questo documentario sono le pietre di un paesino del Sud Italia. Realizzato con tecniche videoartistiche in voga negli ’80, sicuramente fuori tempo massimo (5)
CESARE PAVESE: DIALOGHI SUL MITO E SULLA POESIA di Laura Vitali
Interviste a Sanguineti, Fernanda Pivano e all’ultima compagna di vita di Pavese, mal realizzate ed impostate secondo la logica propria del miglior giornalismo d’accatto, preludono e chiudono circa 20 minuti (su 32 totali) del film di Straub e Huillet Dalla Nube alla Resistenza. Come perdonare poi alla buona Vitali l’aver chiuso l’intera indagine con una domanda degna di una giornalista di Studio Aperto (“Ma secondo lei, perché Pavese si è suicidato..?”)? (3)
IL BAMBINO E LA BRASILIANA di Alessandro Grassi
Da uno zuccheroso raccontino, scritto probabilmente dal cugino intelligente del regista, un amatoriale romanzo di formazione con tanto di colpo di scena finale (2)
LA MODELLA di Luca Di Molfetta
Maupassant (dal quale si dice sia tratto) + Vivere (la soap, non roba orientale!) – La Bella Scontrosa. Indegnamente volgare (1)
IL BACIO di Roberto Totola
Grazie alla straordinaria organizzazione di questa prima edizione dell’international competition, questo corto non è stato possibile vederlo, dal momento che il lettore dvd si è rifiutato di leggere la copia (vista la qualità di molte altre opere non credo fosse un diniego di merito…) (?)

I PREMI
Curiosamente i migliori film visti sono stati esclusi dai premi in palio. Verdetto italian style…? Il premio per il “Miglior film” è andato allo pseudo-documentario su Cesare Pavese, la “Miglior sceneggiatura” al corto da Čecov, quello assegnato dai ragazzi delle scuole medie a Il Bambino e la Brasiliana. Presidententessa della giuria la signora Lina Wertmuller. Come esclamerebbe Peppino, “ho detto tutto…”

Manuel Billi

scritto da MB @ 13:53  

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