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11.9.04

VENEZIA 61 PARTE SECONDA

SHIJE di Jia Zhangke
Un "mondo" in miniatura che miniaturizza i personaggi, questi ultimi non in grado di sottrarsi alla sua forza centripeta. Cinema dell'iterazione, paesaggi fittizzi con figure impotenti. Uno dei film migliori e più sottovalutati della Mostra. ITERATIVO

LAVORARE CON LENTEZZA di Guido Chiesa
Giovanilismo ammiccante spinto all'estremo, siparietti in stile cinema muto di disarmante bruttezza ed ingenuità. Ameremmo i personaggi se il film fosse meno detestabile. GGGGIOVANE

THE MERCANT OF VENICE di Michael Radford
Scalerata ingessata con un Pacino istrione, un Irons godibile, un Fiennes ridicolo. Di lui, meglio le marionette di Strings. SUPERFLUO

FINDING NEVERLAND di Marc Foster
Piccolo gioello "regressivo", moderatamente coinvolgente. Più che il discorso sulle interferenze tra arte e vita, al regista interessa tessere un sincero ed accorato elogio dell'infanzia. COMMOVENTE

LES REVENANTS di Robin Campillo
I morti che camminano come in Romero e parlano e sospirano che in Bergman in un film pretenziosetto in cui ad essere elaborato non è il lutto ma la resurrezione: aiutoooo! LAZZARESCO

HAURO NO UGOKU SHIRO di Hayao Miyazaki
Tripudio di fantasia ma anche profonda riflessione sulla vecchiaia e sulle intermittenze del cuore. MAGICO

TOUT UN HIVER SANS FEU di Greg Zglinski
Tra Kieslowski e la National Geographic, una faticosa elaborazione del lutto ben girata ma che non colpisce. ALGIDO

MAR ADENTRO di Alejandro Amenabar
Dramma poco equilibrato, con parentesi fantastiche non particolarmente riuscite, gravitante attorno al corpo inerte del grande Bardem. ASTUTO

VANITY FAIR di Mira Nair
Fredda ma non disprezzabile (specie nella prima ora) rilettura di Tackeray. CALLIGRAFICO

STRINGS di Anders Ronnow-Klarlund
Una felice intuizione imbrigliata nelle strettissime maglie di un racconto prolisso ed eccessivamente enfatico. SCESPIRIANO

OVUNQUE SEI di Michele Placido
Pirandellata incredibile, pretenziosa, non abbastanza trash per aspirare ad entrare nella categoria, oggi ambitisimma, di "scult". FALLIMENTARE

LA FEMME DE GILLES di Frédéric Fonteyne
Stilizzato ritratto di interno borghese che da atmosfere bucoliche vira imprevedibilmente verso un cupo Kammerspielfilm. CLAUSTROFOBICO

VERA DRAKE di Mike Leigh
Rigoroso ritratto di donna a tutto tondo e ricostruzione d'ambiente resa attraverso pochi indimenticabili tratti. STRAZIANTE

IZO di Takashi Miike
C'è a chi piace l'iperbolica parabola del giovane killer in cerca di vendetta. Non al sottoscritto: non c'è metodo nella follia del cinema di Miike. DELIRANTE

NASTROJSCIK di Kira Muratova
La Muratova al suo meglio: brillante, cinica, arguta. IRRESISTIBILE

PALINDROMES di Todd Solondz
Fiabesco racconto sulla perdita d'identità, acido apologo sulla violenza fisica e psicologica. DISPERATO

BINJIP di Kim Ki-Duk
Elegante, raffinato ma, a mio avviso, sopravvalutato esercizio di stile. AUTOTELICO

DONNIE DARKO - THE DIRECOTOR'S CUT di Richard Kelly
I didascalici inserti appesantiscono il racconto e attenuano l'ambiguità della prima versione. NON NECESSARIO

ENDURING LOVE di Roger Michell
Notevole trasposizione del bel romanzo di McEwan, che si concentra sul lacerato protagonista (un ottimo Daniel Craig) a spese dello psicopatico spasimante. AMBIGUO

LA DEMOISELLE D'HONNEUR di Claude Chabrol
Uno Chabrol medio: elegante come al solito, qui più interessato al coté amoroso (risolto non nel migliore dei modi possibili) che al contesto sociale. DIGNITOSO

VENTO DI TERRA di Vincenzo Marra
Con il suo stile sobrio e rigoroso, Marra si conferma regista dallo sguardo non contaminato da modelli televisivi. ELLITTICO

PROMISED LAND di Amos Gitai
Gitai adotta un taglio semi-documentaristico e firma il suo film migliore dai tempi di Kippur. Finale agghiacciante. DURO

BIRTH di Jonathan Glazer
Bistrattato dai più, il film ha una prima ora folgorante ma un inutile finale didascalico. Un peccato. ELEGANTE

A HOME AT THE END OF THE WORLD di Michael Mayer
Tremenda accozzaglia di luoghi comuni e frasi fatte, con canzoni pop acchiappapubblico a fare da collante. SBAGLIATO

L'AMORE RITROVATO di Carlo Mazzacurati
Dignitosa trasposizione cinematografica del racconto di Cassola, che deve però scontare la presenza del cane più cane che scodinzola nel cinema italiano... CASTELLANIANO

COME INGUAIAMMO IL CINEMA ITALIANO di Daniele Ciprì e Franco Maresco
Opera divulgativa che ha il merito di non essere, come si temeva, agiografica. Irresistibile in critico "gggiovane". INFORMATIVO

SAG-HAYE VELGARD di Marziyeh Meshkimi
Ovvero come t'impietosisco il pubblico: due fanciulli, un cane, l'Afganistan. RICATTATORIO

VITAL di Shinya Tsukamoto
Questa volta l'ideuzza regge per almeno 60 minuti, contro i 20 soliti. NECROFILO

LE CHIAVI DI CASA di Gianni Amelio
Ovvero "lo sguardo del figlio". SUBLIME

LAND OF PLENTY di Wim Wenders
Infilata di luoghi comuni e pistolotti inascoltabili, oltre che opera mal girata. RETORICO

L'INTRUS di Claire Denis
La Denis, con un'opera estrema e sofferta, divide ancora la critica.

CRIPTICOKUANG FANG di Leste Chen
Altro menage "at the end of the world". AMATORIALE

CRIMINAL di Gregory Jacobs
"Nove Regine" a Los Angeles. Teatrino mamettiano della menzogna non convincente. GIAVVISTO

CAFE' LUMIERE di Hou Hsiao-Hsien
Per il sottoscritto, il miglior film del concorso. Come Ozu avrebbe visto il Giappone contemporaneo. FAMILIARE

HARYU INSAENG di Im Kwon-taek
Romanzone storico che vede protagonista "la meglio gioventù" coreana. Non convince nel suo impasto di realismo ed arti marziali. DELUDENTE

EROS di Wong Kar Wai, Steven Sodenbergh, Michelangelo Antonioni
Dalle stelle (La Mano di WKW, CAPOLAVORO!) alle stalle (SS e MA).

O QUINTO IMPERIO di Manoel de Oliveira
Dal dramma di Régio una rigorosissima messa in scena che supera in forza e bellezza il precendente film storico del regista portoghese (Parola e Utopia). GEOMETRICO

OCCHI DI CRISTALLO di Eros Puglielli
Una foresta di luoghi comuni, un sequela di colpi di scena telefonati, non una sequenza che faccia sobbalzare sulla sedia senza che si debba ricorrere a risaputi e facili effetti sonori. C'è una cosa peggiore degli americani che imitano gli europei: gli eurpei che imitano gli americani. PESSIMO

MB

scritto da MB @ 13:21  

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