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9.8.04

anch’io anch’io!!

alla visione del post di luca mi sono sentito cogliere da pressante desiderio di emulazione. pertanto ecco l’attesissima lista dei miei dischi dell’estate 2004.

morrissey: viva hate/your arsenal/you are the quarry
ero ormai a un passo dal suicidarmi per essermi perso la sua performance al festival di benicassim, ma apprendo ora con estremo godimento della sua defezione. dopo il sospirato rientro in scena che ha messo a tacere un paio di generazioni di songwriters è stato impossibili resistere all’esigenza di ripescare questi altri due pezzi pregiati dalla sua discografia. dalle sonorità rockabilly di your arsenal esce una serie impressionante di classici senza tempo ma nel bezzo di viva hate ho riscoperto “late night, maudlin street”, forse il pezzo più bello della sua carriera solista, anche grazie alla chitarra di viny reilly/durutti column che dopo qualche minuto emerge dalle tenebre a scolpirla definitivamente nella storia.

creedence clearwater revival: green river/cosmo’s factory
ho maturato in questi ultimi mesi la consapevolezza di trovarmi di fronte a una delle band più travolgenti della storia del rock. la cover polverosa e interminabile di i heard it through the grapevine di marvin gaye probabilmente rappresenta la descrizione più lucida del suono che scaturiva dalle mani della band dei fratelli fogerty, polveroso rock ‘n’ roll dall’anima soulblues che è ancora oggi una delle più valide espressioni del genere.

the roots: the tipping point
una delle band più infaticabili, innovative e tecnicamente sopraffine del panorama hip hop questa volta mette davvero in mostra le “radici”. la batteria di ?uestlove scandisce il tempo per il ripescaggio di suoni soul e funk provenienti dagli anni ’70, black thought scandisce le sue rime sopra echi di sly stone e curtis mayfield. ottimo, come al solito, per una band che sembra francamente impossibilitata a sbagliare.

the replacements: sorry ma, forgot to take out the trash/hootenanny
quando l’hardcore statunitense finì in mano a quattro nerds spiacenti di aver dimenticato di portare fuori la spazzatura. l’esordio (1981) è una piacevole rasoiata hardcore non scevra di assoli e influenze vagamente hardcore. hootenanny (1983) apporta invece modifiche piuttosto sostanziose, una virata verso il country rock e il garage che segnerà in maniera decisiva l’evoluzione della band di paul westerberg. mi piacerebbe risalire la corrente fino a “let it be” e “tim”, che però sono stati avvistati tutt’ora a 20 euro. se qualche lettore volesse corrermi in soccorso sappiate che mi piacciono anche le copertine fotocopiate.

the cramps: songs the lord taught us
questo è quello che intendo quando parlo di uno strafottutissimo classico. fatico seriamente a tenere a bada il mio corpo in preda agli spasmi durante tv set, sunglasses after dark, strychnine, i’m cramped. un delirio psycobilly malato e sporchissimo, che segnò la caduta del punk rock dentro un abisso di fantascienza di serie b e storie di vampirismo adolescenziale. non mi spiego come ho potuto fare senza per venticinque anni.

the beatles: the complete discography
ho vanamente cercato per l’ennesima volta nella mia vita di accostarmi alla discografia dei beatles, questa volta grazie a un cd stracolmo di mp3 che raccoglie la loro intera produzione. non c’è stato niente da fare, alla seconda traccia di “please please me” ho dovuto rimettere su i creedence perché il sangue ricominciasse a scorrermi nelle vene e lo scroto risalisse lungo le gambe per ritornare alla posizione di partenza. lasciatemi perdere.

nouvelle vague (s/t)
disco di per sé odioso, nel senso di un disco ideologicamente corrotto che vorrei odiare senza riuscirci. loungeggianti cover coktalistiche di matrice bossa nova di alcuni grandi classici del periodo fine ’70, inizio ’80, tra punk e new wave (joy division, clash, specials, p.i.l., dead kennedys, sisters of mercy, xtc, cure…). molte di questi originali finirebbero nella mia personale top 50 delle mie canzoni preferite di sempre ma devo ammettere francamente che le cover, pur affrontandole con abbondanti dosi di ironia, restituiscono dei pezzi simpatici che riescono per lo meno nell’intento di far sorridere, intrattenendo piacevolmente l’ascoltatore nostalgico durante i suoi aperitivi sulla spiaggia.

scritto da ST @ 16:20  

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