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23.6.04

Ascolta, l'Aurora!

L'ignoranza uccide sembra proprio il caso di dire, e di dirlo a me stesso.
Quando ho letto per la prima volta che la Bim distribuzione avrebbe messo in circolo questo stupendo antidoto alla cretineria, dopo aver lodato l'anima beata di Murnau mi sono chiesto quale mai fosse la pazzesca speculazione che si nascondesse dietro tutto ciò. Dice bene Matteo Catoni che lo ha recensito, Aurora (Sunrise - a song of two humans) è uno di quei film che hanno una rara persistenza nel cervello dello spettatore. E su questo fattore, come sulla storia del film in sé un po' tutti maggiori quotidiani (e non solo) hanno campato, riportando dichiarazioni vintage, memorie, recensioni del tempochefu.
Non una parola sul restauro che, a ben vedere è ben pubblicizzato: "versione restaurata"! Che cosa voglia dire poi e' tutta un'altra faccenda. Se come è capitato a ST e me non ci si è informati preventivamente (Ah, l'errore vergognoso) ci si trova alle prese con un oggetto quanto meno bizzarro. La memoria, le date, tutto quanto ci diceva che Aurora fosse un film muto. Diamine. Un'ovvietà come poche altre. E quindi quando dopo i titoli di testa parte la musica, poi ci si aggiungono anche gli effetti sonori e la pellicola non è contrastata e splendente come vorreste allora la bile monta, e monta e monta.
E appunto poteva uccidere.
Ne' prima dei titoli di testa né dopo quelli di coda si fa menzione dei restauratori, delle fondazioni, dell'anno di stampa.
L'ovvia domanda "ma perché distribuiscono questo coso?" ottiene come unica risposa: "RESTAURO"; ma nulla si fa per togliere un po' di ragnatele dagli occhi degli spettatori.
Non che ci voglia molto a racimolare un briciolo d'informazione ma è il concetto stesso di trasparenza del servizio che ci va di mezzo, dare qualche informazione per aiutare il pubblico non sarebbe stato motivo di vanto per tutti quanti?
Per farla breve perché trovate tutte le informazioni sul sito del bfi nella sezione dedicata (visto che il National Film and Television Archive è una gran cosa?), come spesso avveniva di Aurora furono girate due versioni, una per l'America ed una per l'Europa, la prima venne presentata nel 1927 con l'accompagnamento di…suono sincrono. Il sistema messo a punto dalla Fox, infatti, il Movietone consisteva in una banda magnetica apposta sul lato della pellicola ed anche se comportava un leggero decentramento della composizione fotografica venne applicato sempre più spesso da questo momento fino a divenire il sistema vincente. La partitura è di Hugo Riesenfeld e nel restauro, avvenuto a partire da una copia del 1936 per il suono, sono state mantenute le imperfezioni e discontinuità della tecnologia del '27. Basta saperlo e si puo' godere anche questo aspetto, nel suo interesse storico come pure si può accettare la qualità delle immagini se si sa che il negativo originale andò distrutto il 9 luglio 1937 in un disastroso incendio dei magazzini Fox. Per questo motivo si è dovuto ricorrere a versioni differenti (una, Cecoslovacca del Narodni Filmovy Archiv di Praga, in nitrato, del 1927), alcune delle quali già in fase di deperimento avanzato o di quarta/quinta generazione (copia di copia di copia di copia etc).
A non possedere questi pochi dati come può il pubblico comprendere la funzione del restauro ed i problemi della sua attuazione (fondi a parte)? Quando poi bastava tradurre il testo di presentazione del BFI o qualche pubblicazione relativa alla presentazione di questa operazione allo scorso Festival d Berlino, la condizione di ignoranza fatta subire al pubblico è ancora più colpevole. Ma si sa, è un evento culturale. Dovreste ringraziare iddio che capiti, non stare a guardare il pelo sul/nel/coll' uovo.

scritto da LG @ 11:43  

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