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10.5.04

Per Ariane

Di fronte a un interlocutore (collettivo?) silenzioso e attento, una donna parla delle cose che potrebbe fare. Tutto, potrebbe fare, anche stare in silenzio (ma non per molto). Parlando, si abbandona ai ricordi, pensa ad attrici come Romy Schneider (che era infelice forse perché aveva dato tutta la propria felicità al pubblico), riflette sulla forza terrificante dei sentimenti che si sprigionano dall'arte del racconto. Narra la storia del piccolo Robert Cohen, vittima di un caso raggelante cui non manca(va)no complici, consapevoli e no.
POUR BOBBY, il nuovo monologo di Serge Valletti (proposto in anteprima a Grenoble venerdì scorso), è prima di ogni altra cosa un omaggio ad Ariane Ascaride. L'autore l'ha scritto per lei: lo si percepisce soprattutto nella prima parte, un susseguirsi di frasi (dis)fatte, pause imbarazzate, parentesi furtive, precise parole che il (solitamente) negletto talento comico dell'attrice trasforma in un ruscello d'inesorabile ilarità. Quando il cabaret lunare vira in direzione dell'oratorio in memoriam (di una sciarada?), il testo si fa un po' risaputo. Lo salvano la concisione (un'ora e dieci in totale) e la fresca essenzialità di un'attrice capace di fare (meta)teatro senza ricorrere a incensi o lamenti di circostanza.

scritto da SS @ 14:15  

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