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6.5.04

Maurizio Cattelan



Un ambiente enorme, vuoto: in fondo un bambino inginocchiato, lo sguardo rivolto verso la parete (HIM). Una stanza: un banco e un bimbo di spalle che pare disegnare (CHARLIE DON’T SURF). . . Ti avvicini e ti accorgi che, no, le cose non stanno proprio in questi termini e sogghigni, certo, ma impietrito. Lo spiazzamento di chi guarda è parte integrante delle opere exploit di Maurizio Cattelan, l’uomo che ha appeso un cavallo al centro di un salone (NOVECENTO: la trovate - fa parte della permanente - in quello che è lo spazio espositivo più eclettico che abbiamo in Italia: il Castello di Rivoli), l’artista che (s)celebra la vacua grandeur hollywoodiana in Sicilia e alla Biennale di Venezia espone, beffardo, Wojtyla colpito da un meteorite (LA NONA ORA - le ipotesi si tingono di blasfemia: impossibile non pensare a una sorta di castigo divino) è da oggi in piazza XXIV Maggio a Milano con una nuova, già discussa, performance: tre bambini penzolano, un cappio al collo, dai rami di un albero. Le visioni dell'artista non possono avere limiti.

scritto da LP @ 14:37  

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