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5.4.04

Recitar cantando (3)/Silvia Tro Santafé

La forza(tura) dell'abitudine: nel dicembre 2001, dovendo acquistare un biglietto per un BARBIERE DI SIVIGLIA, ho optato per una delle recite in cui la parte di Rosina era sostenuta da Laura Polverelli, trascurando spensieratamente l'unica rappresentazione in cui il ruolo era affidato a una cantante di cui non ricordavo di avere mai sentito il nome. Malgrado la valida prova dell'interprete italiana, rimpiango di avere perso per un soffio, e per frettolosa superficialità, la possibilità di gustare dal vivo un cimento scenico di Silvia Tro Santafé. La cosa buffa è che l'artista in questione non mi era affatto sconosciuta: avevo già avuto occasione di apprezzarla grazie a una diffusione radiofonica dell'ARIODANTE diretto da Marc Minkowski, ma il suo nome si era eclissato dalla mia memoria. Il viscido, languido, irresistibile Tolomeo del GIULIO CESARE IN EGITTO (nel già citato allestimento ronconiano) ha provveduto a (ri)colmare l'inqualificabile lacuna, mentre il recital del Rossini Opera Festival 2003 (a base di Rossini - ovvio - ma soprattutto Granados, Montsalvatge e Turina, grandi e misconosciuti autori di area iberica) è stato la deliziosa conferma del talento vivace e del gusto squisito del mezzosoprano di Valencia. La voce, dal volume insospettabilmente ampio (visto il corpo minuto da cui esce), è aspra, talora veemente, inguaribilmente estranea a ogni accento scialbo: il virtuosismo impavido, l'intelligenza interpretativa e la perfetta dizione fanno il resto. Il risultato è una vera attrice lirica, a proprio agio nella farsa striata di grottesco (L'EQUIVOCO STRAVAGANTE al ROF, che ha ospitato anche il suo debutto assoluto - come Lucilla ne LA SCALA DI SETA - nel 1992), nella vellutata melanconia delle citate pagine cameristiche e nella sontuosa arroganza degli (anti)eroi haendeliani (en travesti ma anche no, vedi l'Amastre del SERSE diretto da William Christie qualche mese fa a Parigi). Il suo repertorio si estende da Scarlatti (GRISELDA) a Ravel (L'ENFANT ET LES SORTILEGES), passando per Haydn (IL MONDO DELLA LUNA - nella foto -), Mozart (DON GIOVANNI), Offenbach (LES CONTES D'HOFFMANN) e Bretón (LA VERBENA DE LA PALOMA nell'incisione con Plácido Domingo e María Bayo, la stessa scelta da Monteiro per accompagnare una delle sequenze dell'estremo VAI E VEM). Per la fine di questo mese è atteso il debutto a Bruxelles nell'ELIOGABALO di Cavalli.
Nota di colore: in molti cataloghi on line il nome della cantante viene trasformato in Sylvia. La sicumera con cui discetto sulla corretta grafia deriva dall'accurato studio dell'autografo ottenuto al termine del suddetto concerto pesarese.


scritto da SS @ 09:18  

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