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10.3.04

Ah, io non la smetto...

Nel mio ultimo intervento fiume su The Moab Story di Peter Greenaway, paventavo la possibilità che il ciclo di Tulse Luper non venisse concluso. Le ragioni che mi avevano portato a questa conclusione erano legate a voci accreditate di difficoltà produttive. L’insuccesso totale della pellicola del resto non è affare solo italiano, anzi da italiani possiamo dirci fortunati di aver avuto l’opportunità di vederla in sala. Se frequentaste, come io faccio, il newsgroup internazionale dedicato al regista, sapreste che la maggior parte dei suoi ammiratori (inglesi compresi) hanno avuto solo negli ultimi tempi l’opportunità di vedere il film grazie all’uscita del DVD spagnolo (di ottima qualità, come si perita di informarmi il caro Alberto (Zamb) Zambenedetti che in quel di New York poteva solo sognare, altrimenti, una visione del suddetto). Sul sito ufficiale ci si è lamentati della scarsa visibilità dell’opera (e SS ha modo di farci sapere che in Francia le cose non vanno meglio). Eppure l’Istituto Luce, poco intimidito dai magri incassi (anche se va precisato che le copie in circolazione erano pochine, che in certi casi la pellicola ha avuto un buon riscontro e che in alcune regioni il film non è affatto uscito), forte di sparsi nomi di richiamo (Ornella Muti, Anna Galiena, Isabella Rossellini etc) presto (non sappiamo ancora quando) distribuirà DA VAUX AL MARE, la seconda parte del progetto, di recente presentata come evento speciale al Festival di Berlino. Ma non finisce qui (del resto la seconda parte era dato acquisito): pare che le mie nere previsioni di un naufragio del progetto vadano archiviate. Eccovi di seguito l’ultimo mazzetto di novità: attraverso il sito si stanno arruolando giovani artisti che hanno voglia di mettere la loro creatività (per tutto quello che concerne questa iniziativa l’indirizzo è contest@tulselupernetwork.com) a servizio del progetto (contributi che verranno indirizzati verso i molteplici ambiti nei quali lo stesso si andrà sviluppando); dal 23 marzo le 92 valigie saranno esposte a Compton Verney (a settembre 2004 è ivi prevista l’apertura della 92a valigia). La terza parte di Tulse Luper (FROM SARK TO FINISH) verrà presentata, con tutta probabilità a Venezia in una performance che, attraverso l’uso del satellite, coinvolgerà anche altre città. Ma non è finita qui: è già pianificato il dopo Tulse Luper. Vedrebbe la luce un progetto da anni vagheggiato dal regista e mai realizzato: AUGSBERGENFELDT. Il terzo atto della trilogia barocca (gli altri due: PROSPERO’S BOOKS e THE BABY OF MACON) è ambientato nell’omonimo villaggio durante la Guerra dei Trent’Anni e ha come protagonista un anatomista che compie autopsie per rinvenire la locazione dell’anima (egli è ottimista abbastanza da pensare di trovarla, forse come parte del cervello o del cuore). Un film di produzione essenzialmente russa (il Ministro della Cultura del governo Putin ha dedicato la sua tesi PhD a IL CUOCO IL LADRO SUA MOGLIE E L’AMANTE) per il quale Greenaway avrebbe già cominciato la ricerca delle location. Il film sarà composto da 14 capitoli. Forse questa notizia è vera, forse no: sappiamo che AUGSBERGENFELDT è un progetto cullato anche da Tulse Luper e da questi ideato a Torino, durante la sua prigionia nella Mole Antonelliana. Non vengono peraltro meno i progetti paralleli (primo fra tutti quello previsto per le Olimpiadi di Atene) e, al di là di AUGSBERGENFELDT, si dà per certa la realizzazione di un altro pezzo storico della mitologica produzione scritta dell’artista, 55 MEN ON HORSEBACK , una commedia nera ambientata nel 700. Alla prossima (smentita).



TO BE CONTINUED

scritto da LP @ 01:06  

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