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25.2.04

Lost in translation - il ritardatario

Non voglio fare un supplemento egotista alla scheda completa degli Spietati, ma la visione tardiva del film della Coppola richiede che qualcuno mi maltratti. Oltre al fatto che per la prima mezzora ho pensato intensamente a Mr. Baseball con Tom Selleck, mi domando cosa sia Lost in Translation. Autocompiacimento - S. Johannson è Sofia Coppola, i vestiti da studentessa, la faccia a cuore, il continuo vacuo stupore - e la poca strutturazione - ossia è tematicamente rarefatto - non possono non immergerlo in un contesto di autorialità nato dalla varie ondate internazionali, l'autobiografismo ed il contemporaneo distacco sono da quelle parti lì. Alla seconda prova di direzione di una grande produzione S.F. pare affetta da ingenuità, incapace(?) di gestire la mediazione e la stessa materia che giace da plasmare. Come dice Tijana Mamula, la sequenza a letto è una delle pochissime riuscite completamente (come il breve gesto di Murray prima di far chiudere la porta della stanza di lei), il resto è accondiscendenza. Molto meglio l'arrivo nipponico di Black Rain, la sonnolenza di Insomnia, il declino di Mr. Baseball.
Sono tutt'orecchi.

Quanti spettatori hanno visto la giapponesina salutare l'uscita dalla sala? (qui c'e' molta dell'ingenuità sopra imputata)

scritto da LG @ 00:52  

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