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29.12.10

I DISCHI DEL 2010

Gli album più ascoltati, con una frase un rigo appena, perché non prevedevo di farla anche quest'anno 'sta menata.

50) At Echo lake - Woods
Il lo-fi si impose nel pod senza se, senza ma.

49) Outside love - Pink Mountaintops
Stephen McBean dei Black Mountain suona molto indie e un poco rock.

48) Leave your sleep - Natalie Merchant
Il ritorno di una gran voce. Mastodontico album, ma assai compatto.

47) Nothing hurts - Male Bonding
Sotto la caciara brilla la melodia.

46) How I got over - The Roots
Cari vecchi Roots, gli si vuole sempre bene.

45) Barking - Underwold
Ritornano anche loro e ci piacciono. Che non era mica scontato.

44) The defamation of strickland banks - Plan B
A me questo disco soul con innesti rap ha sollazzato parecchio. Spumeggiante. La storia che racconta è poi oggetto di una saga video di Daniel Wolfe.

43) Black noise - Pantha du Prince
Il suono più bello dell'anno vive in questo disco.

42) Latin - Holy fuck
Electroalbum di carattere con momenti esaltanti.

41) Forget - Twin shadow
Nessuna ombra sugli anni 80.

40) ... and then we saw land - Tunng
Folktronica delicata che ci accarezza il cor.

39) Strange weather, isn't it? - !!!
Maturità !!!

38) Hadestown - Anais Mitchell
L'opera folk sul mito di Orfeo, con ospitate. Consumato molto.

37) Sacrifice - Quentin Harris
House sweet house

36) Familial - Philip Selway
Chi l'avrebbe detto che il batterista dei Radiohead ti cacciava fuori una cosa così? Io no.

35) Cerulean - Baths
Il beat è liquido.

34) Phosphene Dreams - The Black angels
Acido Angelico.

33) Angus & Julia Stone - Down The Way
Si resta sospesi a ogni singola nota.

32) In the future - Black Mountain
In the future there will be the past.

31) Darwin Deez - Darwin Deez
Leggero spiritello.

30) Vexations - Get Well soon
Lo spleen sinfonico di Konstantin Gropper, teutonico.

29) Magic chairs - Efterklang
Il pop orchestrale degli scandinavi trionfa nello stroncatissimo Magic Chairs: inutile dire che se è in questa classifica è perché si dissente dalla opinione comune. Di molto.

28) Relayted - Gayngs
Dalla mente di Justin Vernon (Bon Iver) un cocktail di varia amenità. C'è tanto e anche qualcosa in più.

27) Jonathan Boulet - Jonathan Boulet
E' il più giovane della classifica questo ventunenne australiano che si canta e si suona tutto da solo nel suo garage. Ma la macchina ce l'avrà? A questo punto sì. E dove suonerà ora?

26) Life is sweet!... - Lightspeed Champion
Ha resistito a una decina di refresh del mio pod e il mio pod ha una memoria assai limitata. La malinconia del brutto anatroccolo è inespugnabile.

25) As day follow night - Sarah Blasko
Ma che delizia questo album che in punta di piedi si è guadagnato la posizione numero 25 di questa inutile classifica.

24) Victorian America - Emily Jane White
Rosso antico, sì.

23) Further - The Chemical Brothers
Lo tengo fuori dalla top 20 solo perché è l'album di un duo che non dovrei neanche segnalare. La chimica funziona di nuovo.

22) Here lies love - David Byrne/ Fatboy slim
Come si fa a rendere l'atmosfera dello Studio 54 frequentato da Imelda Marcos? Si chiama Norman Cook.

21) Brothers - The Black Keys
Una tracklist di consistenza rocciosa, questa.

20) One life stand - Hot Chip
Il citazionismo perdigiorno degli Hot Chip è sempre il benvenuto. Pop.

19) Black City - Matthew Dear
David Bowie+David Byrne+ Brian Eno.

18) Black sand - Bonobo
La classe di Simon Green ti risolve il salotto.

17) Standing on top of Utopia - Kasper Bjorke
L'album più sottovalutato dell'annata. Sottostima che continua (meritava la top ten). Gli archi di Young again ci hanno segato il cuore.

16) For now - The Bishops
Anni 60 senza imbarazzi, ma con molti lazzi. Adoro.

15) Where did the night fall - UNKLE
Altra stroncatura ad oltranza: che palle la critica musicale, a volte.

14) Queen of Denmark - John Grant
Belle melodie, magnifico canto, ironia senza risparmio nei testi dell'anno: John Grant è una rivelazione tardiva.

13) Write about love - Belle & Sebastian
Album di purezza senza pari, senza opacità, con stati d'animo tutti leggibili. Molto amato.

12) There is love in you - Four Tet
Su Four Tet non si scherza, è roba seria.

11) The man on the moon/ The end of the day + The man on the moon II/ The legend of Mr. Rager - Kid Cudi
Il primo è della fine del 2009, ma ascoltato (in violento repeat) nel 2010; il secondo capitolo, inferiore, è di quest'anno.

10) Higher than the Eiffel - Audio Bully
Il msichione del duo che non sbaglia un pezzo neanche a volerlo e domina il dancefloor senza tentennamenti.

9) Olympia - Bryan Ferry
Dallo stuolo di ospitate (tutti i Roxy, compreso Eno; e poi Flea, Gilmour, David A. Stewart, Nile Rodgers, Marcus Miller etc) si poteva pensare a un disco di tranquillo e inutile lusso, e invece no. Perché non è solo questione di classe: qui c'è una coscienza di sé che porta il Nostro a non riproporsi semplicemente, ma a dimostrare una capacità di immaginare la propria musica hic et nunc che ha del miracoloso. Io mi inchino, sul serio. Si ascolti Alphaville e mi si dica se non è proprio Ferry, ma indiscutibilmente oggi. Bryan riesce persino a compiere il miracolo di filtrare e rendere sublime una kitschata delle Scissor Sisters (Heartache by numbers è puro glam odierno) e a non fare della cover di Song to the siren una rivisitazione d'obbligo, ma un quadretto vivido come pochi. Ferry insomma ci incanta con un divino disco moderno, zampata di un leone indomito che mette in riga tanti imitatori, anche bravi, di questi anni. Roxy musica.

8) Bang goes the knighthood - The Divine Comedy
Divine Comedy è l'uomo dell'(H)anno(n)

7) Innerspeaker - Tame Impala
Note lisergiche che alterano la nostra percezione del tempo. Mind games.

6) Swim - Caribou
Che posso dire di questo disco che non sia stato già detto o che sia stato già detto? Lo abbiamo ascoltato tutti, suvvia.

5) The age of Adz - Sufjan Stevens
Sufjan torna e tante cose si ridimensionano al suo passaggio.

4) Heartland - Owen Pallett
Owen Pallett: I wanted it to exist as an album and also as sort of a basin of warm water that you could stick your head into. Svitatissimo, amabilissimo Pallett.

3) Brotherocean - Syd Matters
Stavo per scriverne ed è partita con random I might float: riprova che questo album è magico. Il pod(io) quest'anno non mi ha cagionato alcun problema, i primi tre posti erano chiari.

2) Becoming a jackal - Villagers
Conan 'O Brien scrive canzoni bellissime e il disco ne è pieno in modo imbarazzante. L'ho ascoltato, riascoltato, cantato, mai messo da parte, un bene rifugio al quale ho ricorso costantemente: questo album è stato il fedele compagno di questa annata, più del primo posto, più di ogni altro.

1) Congratulations - MGMT
Vota MGMT

Ho detto qualcosa qui


Sacrificati
un po' a malincuore, ma è la dura legge, sennò è ancora più inutile (e probabilmente lo è visto che li nomino):
Before today - Ariel Pink...
Transference - Spoon
False priest - Of Montreal
All days are nights: songs for Lulu - Rufus Wainwright
Swanlights - Antony and The Johnsons
The dance - Faithless
Total life forever - Foals
Into the great wide beyonder - Trentmoeller
Pigeons - Here we go magic
Say it - Born Ruffians
Serotonin - Mystery Jets
Wave if you're really there - Wave Machine
You are not alone - Mavis Staples
In D - Arandel

Delusioni:
This is happening - LCD Soundsystem
Contra - Vampire Weekend

Mezze delusioni:
Nothing - N.E.R.D.

But not for me:
Clinging to a scheme - Radio Dept.
The suburbs - Arcade Fire
High violet - National
Teen dream - Beach House
The ArchAndroid - Janelle Monae

Dischi Venezia (bella, ma non ci vivrei):
A Sufi and a killer - Gonjasufi
Cosmogramma - Flying Lotus
Sisterworld - Liars

Italiani:
non basta viverci in mezzo?

Dieci tracce, una (im)possibile Hit Parade:
1) Becoming a jackal - Villagers
La mia canzone dell'anno, punto.
2) Flash delirium - MGMT
Il coro finale mi dà ancora i brividi.
3) We are invisible - Syd Matters
Sull'incrocio delle voci (s)vengo.
4) Alphaville - Bryan Ferry
Post Ferry. Ed Eno tritura le cinque chitarre neanche fosse Eno.
5) Our Lady of Lourdes - Paul Smith
L'inizio è puro avalon roxyano, il resto è scialo sentimentale che ci avvolge come seta.
6) Big jet plane - Angus and Julia Stone
Credevo di non uscirne, a un certo punto.
7) We are free - Get well soon
La décadanse/ M'a perdu
8) I want to stop the world - Belle & Sebastian
Una popsong perfetta.
9) Outer space - John Grant
Ah, l'amore.
10) You never knew me - Jonathan Boulet
Infinite sadness.

3 Bowie-tracks a rappresentanza delle innumeri a cantare l'assenza del Nostro (refresh x Gianluca D'Urso):
1) Little people (Black city) - Matthew Dear
E ' una vera saga bowiana; da Station to station fino a Scary monsters, passando per la trilogia: c'è tutta un'era ducale.
2) Around the way - Of Montreal
We know Kevin Barnes is a junkie
3) Another Night Out - U.N.K.L.E. feat. Mark Lanegan
Berlin calling

Basta.

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scritto da LP @ 14:49  

27.12.09

I DISCHI DEL 2009

Un anno di musica che chiude il decennio.
I più ricorrenti nel lettore, dopo spietate esclusioni:


50)
Local Natives - Local Natives
La gioia di questo folk-pop trasparente e leggero, secondo il dogma neoritmico e molto vocale che tanto va. E poi c'è Airplanes. Certo, l'ennesimo gruppo che coverizza i Talking Heads andrebbe fucilato senza appello, ma se la prescelta è un'inconsueta Warning sign e rifatta alla loro maniera ti vengono i brividi in pieno ascolto qui qualcosa sta accadendo. Ma forse è solo la sacrosanta voglia di rimettere More songs about buildings and food nel lettore.

49) La superbe - Benjamin Biolay
Un doppio album gainsbourghiano che alla fine ti stufa anche un po' e che non è il capolavoro che si è detto, ma di cui ti si conficcano dentro svariati pezzi.

48) Warehouse sessions – Claro intelecto
L'astratto elettronico che piace a me. Claro?

47) Actor - St Vincent
Un significativo distillato dell'arte di questa giovincella.

46) Hymn & Her - Earlimart
La delicatezza del pop.

45) Beast Rest Forth Mouth - Bear in heaven
Il corpo. La mente.

44) The Pains of being pure at heart - The pains of being pure at heart
Gli anni 80 vivono.

43) Conditions - Temper Trap
Sembra più di quel che è, diciamolo: si sgonfia in fretta. Però un po' di tempo ce lo ha fatto passare piacevolmente.

42) The XX -The XX
Pompatissimi, mettono a segno un album di indie elettronica onestissimo con il bonus del brano dell'anno.

41) Flashmob - Vitalic
Che trashone insuperabile.

40) Phrazes for the youngs - Julian Casablancas
Ci si aspettava un pizzico di più dall'esordio solista del buon Julian. Ma questo disco ha il merito di farlo muovere in un terreno anti-Strokes nel quale fiorisce a novella fatuità. Love him.

39) To lose my life - White lies
Li preferisco a tante acclamate band neo-dark o pseudo tali. Tipo gli Editors, tanto per fare un nome.

38) Declaration of dependence - Kings of convenience
Non che se ne sentisse la necessità, ma loro sono sempre così garbati.

37) Ovations - Piano Magic
Discreto ritorno dopo la mezza delusione del precedente. E con una traccia con sapor mediorientale che non t'aspetti.

36) Logos - Atlas sound
Arrivati a questo incrocio è consigliabile perdersi.

35) Flick the VS - King Creosote
Che bravo che è. E poi c'è quel pezzo troppo bello.

34) The bachelor – Patrick Wolf
Prove generali di capolavoro. Ci sta provando in ogni modo a fare Il Disco e nunglielafà ancora, che se metti insieme il meglio della sua produzione ne fai un'ottima compilation. Ma lui c'è, tra poco anche L'Album ne accompagnerà l'esistenza.

33) Begone dull care - Junior Boys
Meno immediato del precedente e forse è un bene, che certa roba elegante se è pure facile la indossi una volta e poi la butti via.

32) EP - Hot chip, Robert Wyatt and Geese
Che certe alchimie non te le aspetti. E ne godi.

31) Intuit- Ramona Falls
Debutto di Knopf dei Menomena. Cocktail vario e compless(at)o.

30) Red - Datarock
Irresistibili mattacchioni che citano tutto nelle note e nelle parole. L'omaggio a Molly Ringwald è la punta di diamante.

29) Wilco (the album) - Wilco
Mi sento un po' in dovere, confesso.

28) The invisible - The invisible
Che è bello. E non dite che somigliano ai Tv on the radio che lo hanno detto TUTTI ed è frase niente niente originale in qualunque consesso la spendiate.

27) Let’s change the world… - Prefab Sprout
E' il passato che canta. Alla lettera. Molto, molto rispetto.

26) Ciao - Tiga
Tiga ti frega.

25) Moi et mon camion – Merz
Dolceamara France. Spleen a chili.

24) The Duckworth Lewis Method - The Duckworth Lewis Method
I divertimenti old fashion di Lord Neil Hannon e Sir Thomas Walsh. Dovremmo tutti perdere il nostro tempo così.

23) Noble beast – Andrew Bird
AB mi fa sempre oscillare, ma quest'album ha delle perle talmente indiscutibili che.

22) The spinning top - Graham Coxon
Il miglior album di Coxon, un condensato di brit pop che mette un sacco di cose a posto.

21) Between my head & the sky - Yoko Ono
La strega colpisce ancora: la campanella suona e le allieve tornano tutte in classe.

20) The sleeper - The leisure society
Il disco per il quale Brian Eno si è scomodato dicendo che è l'unica cosa che ha ascoltato con entusiasmo negli ultimi tempi, chiosando con un: such a beautiful album. Poi ha invitato il gruppo nel suo studio. Basta ascoltarlo questo The sleeper per capire perché l'Obliquo si è sdilinquito, si prenda Save it... sembra una di quelle perle melodiche che può concepire Lui (tipo How many worlds). Quando è Maometto ad andare alla montagna e non la montagna (di soldi) ad andare da Maometto (non succedeva dai tempi dei Books, altro gruppo per il quale Lui Ha Detto) c'è da spalancare le orecchie.

19) The Satanic Satanist - Portugal The Man
Magia colorata e annisessantità a palla. Adorabile.

18) Wolfang Amadeus Phoenix - Phoenix
I Phoenix non sono più solo musici sbarazzini.

17) IMR - Charlotte Gainsbourg
Dopo il cast all stars di 5:55 (Cocker-Hannon-Air-Godrich) CB ci riprova. Beck (il cui papà arrangiava gli archi del precedente), che campionava Gainsbourg (père) in Paper tiger, adesso si mette al servizio della figliola per un bouquet di note fiorite che le si attaglia benissimo, pieno di bellissime canzoni che lei canta come sa, cioè con la sua voce, che è la voce di Charlotte Gainsbourg che sussurra flebile flebile che neanche la mamma. Più che un disco, una Situazione Karmica.

16) Yesterday and Today – The Field
Certo il precedente era di ipnosi inarrivabile, ma anche questo non scherza. E poi c'è una anti-cover di Everybody's Got To Learn Sometime (con strategica omissione del ritornello) da manuale.

15) Love 2 - Air
Oramai non ci badiamo neanche più a quello che pensiamo. La sanno più lunga loro.

14) Vertical ascent - Moritz Von Oswald & Trio
Ecco a cosa si arriva frequentando per anni e anni le dancefloor di tutto il mondo. A un distillato sublime che si divide in 4 pattern di fascino zen.

13) N.A.L.T. 1 & 2 - Les Fauves
Sì, potete dire che non c'è un disco italiano. Ce ne sono due.

12) Fever Ray - Fever Ray
Chiamalo Fever Ray, chiamalo metà The Knife, chiamalo progetto solista di Karin Dreijer Andersson, chiamalo come vuoi, basta che lo fai suonare.

11) The crying light – Antony & The Johnsons
Certi album si costruiscono il loro posto nel cuore, piano piano.

10) Time to die - The Dodos
Tre (due?) ragazzotti scandalosamente bravi con tanto pepe in corpo e The Big express degli XTC nella valigia.

9) Islands - Vapours
Dopo lo strabordante Arm's way che più che mai amai, l'ennesimo rimaneggiamento di formazione e un terzo disco di differente fascino.

8) No more stories .... - Mew
Ma nel ghiaccio batte un cuore. Alienato.

7) Heartbeat radio - Sondre Lerche
La radio del cuore dello scricciolo la lasciamo sempre accesa. Fa pum pum.

6) Dark night of the soul - Sparklehorse & Dangermouse
Il disco che non avremmo mai dovuto sentire. Con David Lynch, Julian Casablancas, Frank Black, Iggy Pop, Wayne Coyne, Jason Lyttle and many many others che non enumero ma che scoprirete entrando nella scura notte di cui sopra.

5) Truelove's gutter - Richard Hawley
Un disco fuori dai tempi di una voce fuori dal tempo.

4) Years of refusal – Morrissey
Dopo anni ed anni le cose non cambiano: Morrissey rimane la roccia inscalfibile, il baluardo contro il tempo e le mode che passano. Le fasi si alternano, la bipolarità impera, esaltazione e depressione, disperazione e sbruffonagine, ironia acida e lacrime inarrestabili, Morrissey continua a cantarle col suo yodel. E può farlo all’infinito per quanto ci riguarda: quando apre bocca non ce n’è per nessuno.
[Il presente vale anche per Swords, la raccolta ufficiale (alfine giunta, ma avevamo già provveduto artigianalmente) delle B sides di questi anni (che sono B sides solo perché sono B sides, non per altro)].

3) Veckatimest - Grizzly Bear
Quanto si era amato l’album dei Department of eagles l’anno scorso! E quest’anno ci arriva la perla del progetto maggiore di Dan Rossen. Un successo critico senza se e senza ma, bellissime canzoni che ci accompagneranno a lungo.

2) Bromst - Dan Deacon
Figlio illegittimo di Brian Eno (ma nessuno lo dice, chissà perché, ché l’evidenza sconcerta) Dan Deacon presenta una collezione di gioiellini syntetici conditi da quelle filastrocche che piacciono tanto al mago, quello che un tempo viveva nell'altro mondo verde. E Snookered è capolavoro che vale una carriera.


1) Two dancers – Wild beasts
Questo disco è arte e bellezza. Smesse le fanfare e gli sdilinquiti melodrammi del precedente Limbo, Panto (un signor album, con tutti gli eccessi dell’esordio) i WB diventano grandi in ogni senso possibile e a dircelo bastano le prime battute dell’iniziale, esaltante The Fun Powder Plot: l'incedere elegante delle percussioni, l'intreccio di chitarre di indicibile pulizia ci dicono a chiare lettere che i languidi barocchismi della pubertà si sono sublimati in un apparato equilibrato e maturo. Two dancers è allora un’infilata di perle, in cui ogni pezzo sbaraglia il precedente e dove i timbri a contrasto dei due cantanti trovano il loro punto aureo: il falsetto sfrenato di Hayden Thorpe acquista ombre e luci tutte nuove e si mescola alla grande con il registro rugginoso di Tom Fleming, la voce maschile dell’anno, che si prende il suo spazio e governa in modo magistrale l'epica di una title track-capolavoro (prima e seconda parte) con un'interpretazione che si scolpisce nella memoria. Ma, ripeto, è tutto l'album a dire la sua alla grande: dalla snoberie dandy della strofa glam del primo singolo Hooting & Howling alla fantasia trasformista di We still got the taste dancing on our tongues, in cui (tipo) i Roxy Music nel finale lasciano il testimone agli U2... Ma il gioco dei riferimenti (tanti) lascia il tempo che trova: che i nostri hanno le idee chiarissime sulla loro musica, su un pop eccelso, di altissimo stile, in cui musica e testi tutt'altro che concilianti si sposano in un tripudio di felicità ispirativa. C’è da pararsi gli occhi ché questo disco risplende, spalancare le orecchie ché questo disco (ri)suona, godere appieno ché Two Dancers è arte e bellezza. Un album enorme, che rimane tra le gioie più luccicanti di questo mio decennio in musica. Da tenersi stretto al cuore.

Ma c'erano anche Animal Collective, Califone, Here we go magic, Why? Dente, Fisherspooner, Metric, David Sylvian, Barzin, Fanfarlo, Jack Penate, Joakim, Fruits Bats, The Drums...

Una Hit Parade di sole tracks, improbabile, che risponde a vari intenti, nessuno chiaro
1) Crystalised - The XX
2) Snookered – Dan Deacon (il video con le note più creative della storia di You tube)
3) Fangela - Here we go magic
4) New Terrain - Mew
5) Let's go surfing - The Drums
6) Little girl - Sparkehorse & Dangermouse feat. J. Casablancas
7) People say - Portugal The Man
8) Longform - The Dodos
9) Airplanes – Local Natives
10) Female of the species - Space

But not for me:
- Hamburg - Arctic Monkey
Piattissimo. Il primo brano ci illude (e manco tanto)

- There is no enemy - Built to spill
Non vale un decimo di You in reverse

- Further complications - Jarvis Cocker
C'è solo da ringraziare che stia ancora lì a far dischi. Grazie

- Two suns - Bat for lashes
Le mie orecchie non capiscono queste disco, hai voglia a spiegarglielo

- Junior - Royksopp
Va bene la regressione, ma a tutto c'è un limite

Ma si fa a meno in scioltezza anche di Scott Matthew, Talibam, Zu e Lightning Bolt.

Gli altri
Pitchfork (50 album dell'anno)
Pitchfork (100 tracks dell'anno)
Metacritic (+ Amazon, Bilboard, Rolling Stones etc)
Rate your Music (i 1000 album del 2009 - PAY ATTENTION! Sconsigliato alle persone particolarmente impressionabili: l'elenco, proprio perché assurdamente lungo, mette in crisi qualunque intento classificatorio e pone, per il lettore sprovveduto, notevoli problemi d'identità, mettendo in seria crisi il suo rapporto con il mondo, non solo della musica -)
NME (50 album del 2009)
NME (50 tracks)
Guardian
Sentireascoltare

ciao Vic

Etichette:

scritto da LP @ 13:52  

23.8.09

FILM DELL'ANNO

IL NOSTRO SPECIALE

scritto da L'amministratore @ 23:52  

5.7.09

L'isola Di Caprio


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scritto da L'amministratore @ 00:19  

27.6.09

Profeta in patria

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scritto da L'amministratore @ 21:44  

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